Lui & Lei
La donna ninja VS Cialtronazzi
19.09.2025 |
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"La donna si alza e ubbidisce mettendo le mani dietro la schiena, pronta per essere ammanettata..."
Sono le tre di notte.Un quartiere residenziale dell'alta borghesia milanese.
Qualche automobile passa sibilando e gli scooter sfrecciano ancora più in barba alle regole stradali di quanto non facciano già in pieno giorno.
Una figura scivola lungo i muri. Indossa una tuta aderente di tessuto grigio scuro. Sulla testa ha un cappuccio dello stesso colore e il volto è nascosto come quello di un ninja. Si intravedono solamente gli occhi.
Ai piedi ha scarpe da ginnastica alle cui suole è stato incollato del feltro per attutirne ulteriormente il suono.
La figura è esile, non tanto alta. I suoi fianchi confermano che si tratta di una donna.
Giunge presso un muro alto dieci metri. Si allontana di qualche passo per prendere la rincorsa. Con una tecnica ignota riesce a vincere la forza di gravità e corre in verticale fino in cima dove si acquatta come un felino.
Scruta il giardino immerso nell'oscurità dove sa trovarsi tre feroci Rottweiler nutriti a carne umana.
I cani sono addestrati a non abbaiare. Gli è stato inculcato il detto "Can' che abbaia, non morde. Quindi non abbiate!".
La donna vestita da ninja lo sa bene. Da sotto la tuta estrae quella che sembra una maschera da sub ma che si intuisce essere un visore a infrarossi grazie al quale individua i molossi che l'attendono da basso, pronti a sbranarla.
Estrae tre sfere fluorescenti e le getta verso il basso. Come toccano terra, si aprono e con un sibilo minaccioso emettono una densa nuvola violacea che avvolge i mastini.
Quella nebbia artificiale si dilegua nel giro di pochi minuti mostrando i tre cani a terra privi di sensi.
La donna spicca un salto verso un cedro del Libano aggrappandosi ad un ramo come fosse una liana. Lo abbandona quando atterra su un altro, solido abbastanza su cui posarsi. Da lì, con un triplo salto mortale, si lancia nel vuoto e atterra silenziosa, incolume ed elegante sulla morbida erba del prato che circonda la villa dell'ingegner Telémetro Cialtronazzi, un avido industriale che ha delocalizzato le sue fabbriche in Mortidifamelandia dove la gente lavora dieci ore al giorno per un salario di cinquanta centesimi lordi alla settimana. All'uscita, poi, passando davanti alla portineria, i dipendenti salutano ringraziando il busto dell'illustre Cialtronazzi che ha dato loro un lavoro.
La donna ninja si alza lentamente, attenta al minimo suono. Poi si avvia verso la villa. La costeggia fino alla grondaia a cui si aggrappa per salire fino ad un balcone. Ne scavalca agilmente la balaustra di tufo e si affaccia con prudenza alla porta finestra.
Ed è solo allora che realizza che le imposte sono state lasciate aperte. Nella sua testolina di ladra sente un campanello d'allarme!
Sale sul parapetto pronta a spiccare il salto verso una robinia, quando un fascio di luce la investe accecandola.
Una voce d'uomo parla al megafono - Tieni le mani bene in vista e non ti muovere! -
La donna ubbidisce e, nello stesso momento, alle sue spalle, sente un rumore: è la porta finestra che è stata aperta.
Una voce di uomo le intima di non voltarsi e di arretrare lentamente con le mani sempre bene in alto. L'uomo potrebbe puntarle una pistola, pensa e quindi ubbidisce.
Giunta presso la porta, una mano le si posa sulla spalla. Una mano forte, calda, grande e pericolosa.
Poi la mano l'afferra per il collo e la scaraventa su una poltrona dall'alto schienale avvolgente.
In quel momento lo vede. Non ha dubbi: è l'ingegner Cialtronazzi. Alto poco meno di un metro e ottanta, i pochi capelli grigi pettinati all'indietro ha un'età tra i cinquantacinque e i sessanta. È robusto, indossa una vestaglia di seta color porpora.
Un sorriso obliquo e crudele gli attraversa la faccia come un taglio.
Lo sguardo è azzurro e letale come l'acciaio della scure del boia.
- Ti è andata male, eh? Cretina d'una troia! - lo ha detto senza quasi muovere la bocca.
Qualcuno bussa alla porta socchiusa dello studio.
- Venga, commissario! - dice Cialtronazzi. - La soffiata era giusta: eccola qua, caro il mio Nerchionelli! -
Il Commissario Nerchionelli, un uomo sui quaranta in giacca e cravatta lo raggiunge mettendoglisi di fianco.
In mano ha la Beretta d'ordinanza che tiene puntata sulla donna.
- Metta pure via la pistola, ingegnere. - dice senza voltarsi.
Cialtronazzi emette un grugnito, sospira e la infila in una tasca. Si appoggia alla scrivania.
- Girati! Conosci la procedura, no? - dice Nerchionelli. La donna si alza e ubbidisce mettendo le mani dietro la schiena, pronta per essere ammanettata. Il Commissario si muove. Ora dà le spalle a Cialtronazzi che osserva divertito con le braccia incrociate.
Nerchionelli infila la mano sinistra all'interno della giacca e poi armeggia.
Si volta e punta il silenziatore che ha montato sulla canna della pistola contro Cialtronazzi a cui sfugge un - No! -
Il proiettile gli entra in un occhio. L'altro occhio mantiene l'espressione di sorpresa ma viene perforato subito dopo.
Cialtronazzi cade in avanti con un tonfo.
La donna ninja, voltatasi, tira un calcio al cadavere.
Nerchionelli svita il silenziatore, lo rimette nella tasca interna della giacca e la pistola nella fondina ascellare.
- Sbrighiamoci! Temo che qualcuno possa avermi sentito al megafono. -
- Sì, amore. - risponde la donna.
Va verso la libreria e trova il pulsante segreto che, premuto, fa scorrere un pannello dietro cui si nasconde la cassaforte.
Aprirla è questione di pochi minuti. Dal suo interno prelevano gioielli, contanti e soprattutto un PC portatile.
Col bottino escono sul ballatoio. Dal lato opposto si apre una porta e appare una ragazza attorno ai vent'anni, tutta nuda che sbadigliando dice - Chi siete? E dov'è Tely?
La donna ninja le va incontro. La ragazza piega la testa da un lato con aria interrogativa. La donna ninja le sorride, sembra voglia dirle qualcosa e invece la colpisce con un pugno facendole perdere i sensi.
- Meglio un cartone che una pallottola! - dice tornando dal suo complice che si avvia verso la rampa di scala che scende nell'androne. Lei lo segue e mentre corre giù per i gradini si toglie il cappuccio liberando i suoi capelli mossi color mogano.
Usciti sul marciapiedi, camminano per due isolati fino a un furgone con targa francese.
L'uomo apre le due ante posteriori e fa salire la sua compagna. La segue e chiude i portelli.
Una volta all'interno, si spogliano freneticamente, l'adrenalina ancora a mille. Sul pianale avevano già sistemato un materasso a una piazza e mezza su cui si tuffano. Lei sotto, a gambe aperte, lui sopra che guida il suo uccello duro verso la figa. - Amore, ti chiaverò fino a incendiartela con lo sfregamento! -
- Light my fire! - esclama lei in risposta e gli pianta le unghie nelle chiappe. - Siamo meglio di Diabolik e Eva Kant! - dichiara ansimando.
- Perché? -
- Li hai mai visti scopare? -
- No, ma penso sia sottinteso. -
Sul volto di della donna passa una fugace espressone perplessa ma poi si concentra sul cazzo che la sta trivellando e ai miliardi che trasferiranno dai conti off-shore di quel malcagato di Cialtronazzi ai loro!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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